Domande e Risposte

D: Spesso si sente parlare della ventilazione come di un requisito fondamentale per il benessere delle abitazioni: esiste anche per la copertura?
R: Certo, il tetto ventilato è garanzia di maggior durata del materiale e influenza in modo determinante il benessere termico all’interno degli edifici. Il tetto ventilato riduce il calore nel periodo estivo, consente lo smaltimento del vapore acqueo durante il periodo invernale, asciuga eventuali infiltrazioni d’acqua o condense e previene la formazione di condensa e muffe nel sottotetto.

D: Quali sono i benefici di un corretto isolamento?
R: Un corretto isolamento, durante il periodo invernale, limita la fuoriuscita di calore dagli ambienti riscaldati facendo diminuire anche drasticamente il consumo di combustibile. In estate limita l’ingresso del calore facendo risparmiare l’energia elettrica di condizionatori e climatizzatori.

D: Quando si ristruttura la propria abitazione occorre prevedere l’isolamento del tetto?
R: Si, lo rende obbligatorio la Legge 311/06 e successive modifiche ed integrazioni. Occorre comunque tener conto di altri due fattori:

  1. Poiché l’aria calda prodotta durante il periodo invernale tende a fuoriuscire dal tetto, in assenza di isolamento, si arriva a disperdere fino al 45% del calore dell’abitazione;
  2. Per incentivare la riqualificazione energetica degli edifici il Governo Italiano prevede, solitamente, detrazioni fiscali significative.

D: Come funziona un tetto ventilato?
R: Il tetto ventilato permette la circolazione dell’aria tra il colmo del tetto ed il materiale isolante. In questo modo i raggi solari non trasmettono calore al materiale isolante e quindi si riesce a diminuire la temperatura percepitain casa durantei mesi estivi. Anche d’inverno il tetto ventilato svolge la sua funzione, aiutandoti a ridurre l’umidità in casa. Infatti, la circolazione dell’aria tra il materiale isolante ed il colmo del tetto impedisce la formazione di condense che possono portare facilmente allo sviluppo di muffe.

D: Di cosa parliamo quando parliamo di “TETTO CALDO”?
R: UNI 9460 – ESTRATTO

13.3 Copertura con elemento termoisolante, senza strato di ventilazione (tetto caldo).: Esempio: pannelli isolanti sagomati, con funzione di supporto all’elemento di tenuta dell’acqua (coppi o tegole).———-OMISSIS———-

D: Di cosa parliamo quando parliamo di “TETTO FREDDO”?
R: UNI 9460 – ESTRATTO

 13.4 Copertura con elemento termoisolante, con strato di ventilazione (tetto freddo): funzionamento, lo strato di isolamento termico permette di raggiungere il valore richiesto di resistenza termica globale mentre lo strato di ventilazione contribuisce a regolare le caratteristiche igrotermiche della copertura. Una sequenza di strati o elementi funzionali che è conforme allo schema di questa copertura è riportata in fig. 28.

La sequenza riportata può subire delle variazioni secondo le tecniche di realizzazione, per esempio lo strato di ventilazione (sempre disposto immediatamente sopra lo strato isolante) può essere, oltre che realizzato mediante lo spazio sottotetto, anche ricavato mediante una apposita intercapedine ventilata a spessore costante, inclinata, disposta a ridosso della struttura portante. Una sequenza di strati o elementi funzionali che è conforme allo schema di questa copertura è riportata in fig. 29.

D: Di cosa parliamo quando parliamo di “MICROVENTILAZIONE”? 

R: UNI 8627 – ESTRATTO

6.2 Coperture discontinue (Microventilazione).: Nei sistemi discontinui si è spesso in presenza di una microventilazione sottotegola; qualora il sistema dal punto di vista termoigrometrico si affidi solamente a tale ventilazione viene considerato NON VENTILATO. In ogni caso lo strato di microventilazione sottotegola viene considerato con l’elemento di supporto, a distanza minimadi2 cm. dalla base d’appoggio.

UNI 9460/2008 – ESTRATTO

9.3.2 MICROVENTILAZIONE SOTTOTEGOLA
In qualsiasi tipo di copertura (isolata o no, ventilata o no), è necessario prevedere una microventilazione sottotegola per evitare persistenza di umidità, formazione di condensazioni e per prolungare la durata del sistema.
Tale microventilazione è attuata posizionando le tegole su listellature di supporto e può essere incrementata con l’impiego di tegole munite di aeratore.

è necessario verificare che la linea di gronda e il colmo siano liberi da ostacoli che possano impedire la libera circolazione dell’aria.
(….)

D: Di cosa parliamo quando parliamo di “VENTILAZIONE DEL TETTO”?
R: UNI 9460/2008 – ESTRATTO

9.3 REALIZZAZIONE DELLO STRATO DI VENTILAZIONE E DELLO STRATO DI ISOLAMENTO TERMICO

9.3.1 VENTILAZIONE
Nelle coperture ventilate o si è in presenza di uno spazio sottotetto libero e ventilato oppure è predisposta una opportuna intercapedine lungo la falda.
(….)
Quando si intende adottare una intercapedine a spessore costante lungo la falda, lo spessore stesso, e quindi la sezione utile di flusso, dipende dal tipo di tegola (geometria, ecc.), dalla lunghezza della falda, dalla sua pendenza e dal tipo di intercapedine (in comunicazione con il sottotegola o separato), dalla conformazione delle sezioni di ingresso e di uscita, nonché dalle condizioni ambientali interne ed esterne (vento, irraggiamento solare, ecc.).
Generalmente, la sezione di flusso per intercapedini efficaci nella riduzione del flusso termico in clima estivo, nel caso di pendenze usuali in Italia (30-35%) e lunghezza di falda usuali (fino a 7 m), è di almeno 550 cmq netti per ogni metro di larghezza della falda, al di sotto della listellatura nel caso in cui l’intercapedine è in comunicazione con la listellatura stessa.
Tali prescrizioni devono essere rispettate anche quando si adotta un’intercapedine delimitata da due strati piani paralleli (doppio tavolato, pannelli, ecc.).
(….)
Nel caso in cui non sia prioritaria l’esigenza di una efficacie ventilazione estiva, e in presenza di lunghi periodi con ambiente umido, possono essere adottate coperture che assicurano lo smaltimento di eventuale vapore d’acqua accumulatosi nella copertura sia in inverno che nelle stagioni intermedie, con uno spessore dell’intercapedine tale da assicurare una sezione libera di almeno 200 cmq. per metro di larghezza di falda. In queste circostanze è opportuno evitare il collegamento tra gli strati di falde orientati in modo opposto, onde ridurre gli effetti negativi dovuti al vento.
Nel caso di coperture in coppi posati su listelli, la naturale forma degli stessi assicura il soddisfacimento di tale requisito.

Deve essere assicurata sulla copertura una adeguata sezione di ingresso dell’aria in corrispondenza della linea di gronda e di uscita in corrispondenza del colmo. Tale sezione è ottenibile sia con fessure continue o discontinue, protette dall’ingresso di insetti e volatili, o aperture puntuali, limitando il più possibile l’ostruzione della sezione.

In corrispondenza del colmo deve essere assicurata la tenuta all’acqua e alla neve trascinata dal vento.

D: Serve manodopera specializzata per installare i pannelli della linea AIRY Line?
R:  L’installazione di tutti i pannelli della linea AIRY Line non richiede l’utilizzo di manodopera specializzata. Qualunque Impresa che abbia già installato manti di coperture tradizionali potrà provvedere in modo facile e veloce. Per verificare quanto sopra, invitiamo a prendere visione delle indicazioni di posa dei pannelli nel sito.